1827Posillip o, di ritorno dal pellegrinaggio alla Madonna dell´Arco a Sant´Anastasia
Louis Leopold Robert (1794-1835)
Museo del Louvre, París.
Il dipinto Posillipo, di ritorno dal pellegrinaggio alla Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia (1827) è opera di Louis Léopold Robert, pittore svizzero formatosi nell’ambiente artistico di Roma e legato al gusto romantico per le scene popolari dell’Italia meridionale. Robert si interessò in modo particolare alle usanze, alle feste e alle tradizioni delle comunità mediterranee, che rappresentò con un notevole senso narrativo e con grande attenzione ai dettagli etnografici. La sua opera si colloca nel contesto del romanticismo europeo, quando molti artisti viaggiavano in Italia attratti dalla vitalità dei suoi paesaggi e della sua cultura popolare.
La scena raffigura il ritorno festoso di un gruppo di pellegrini dopo il pellegrinaggio al santuario della Madonna dell’Arco, nei pressi di Sant’Anastasia, nelle vicinanze di Napoli. I personaggi avanzano su un carro trainato da buoi mentre cantano, suonano strumenti e celebrano collettivamente la fine della giornata religiosa. L’ambiente è chiaramente popolare: contadini e gente del popolo partecipano a una manifestazione in cui l’elemento devozionale e quello festivo si intrecciano. Questo tipo di pellegrinaggi, molto radicati nell’Italia meridionale, costituiva non solo un atto di pietà, ma anche uno spazio di socialità e di celebrazione comunitaria.
All’interno di questa atmosfera festiva compaiono diversi musicisti e danzatori che animano il cammino del carro. Tra gli strumenti raffigurati spiccano le castagnette, utilizzate per segnare il ritmo della danza e accompagnare il canto. La loro presenza rafforza il carattere popolare della scena e sottolinea l’importanza dei piccoli strumenti a percussione nelle celebrazioni mediterranee. Nella composizione di Robert, le castagnette non appaiono come un elemento isolato, ma integrate in un insieme musicale e coreografico che esprime la gioia collettiva del ritorno dal pellegrinaggio. L’opera, oggi conservata al Museo del Louvre di Parigi, costituisce così una testimonianza pittorica significativa del ruolo della musica e della danza nelle festività popolari dell’Italia meridionale durante il primo terzo del XIX secolo.


